sabato, 03 maggio 2008

ULTIMA PUNTATA DELLA STAGIONE DI GOTHAM CITY

All'ultima puntata di GOTHAM CITY, in onda giovedì prossimo, 8 maggio, alle ore 21 su Telecolor, ospite speciale della trasmissione sarà il votatissimo Assessore Regionale della Lombardia ed esponente del Popolo della Libertà, dottor PIERGIANNI PROSPERINI.

Tema della puntata, come sempre in rigorosa diretta, sarà il futuro del Paese, le aspettative legate al nuovo Governo Berlusconi ma anche al fenomeno di piazza rappresentato da Beppe Grillo e dai suoi "Vaffa day".

Condotto da VLADIMIRO POGGI, con la collaborazione di Alessandro Mastroianni e Marco Tozzi, appuntamento con l'ultima puntata della stagione del talk-show GOTHAM CITY.

Per chi volesse scrivere una mail alla Redazione, l'indirizzo è:  gothamcity@live.it

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mercoledì, 30 aprile 2008
VIVERE IN ITALIA. NONOSTANTE TUTTO.
(di Vladimiro Poggi)

 

 

Quando l’ingloriosa e vetusta Prima Repubblica crollò sotto i colpi partigiani della Procura di Milano, le piazze affollate di coraggiosi ed intonsi cittadini incitanti il grande pm Antonio Di Pietro e la sinistra progressista di Occhetto e D’Alema promettevano un Paese nuovo, a misura d’uomo, un’Italia dove poter crescere e sognare senza problemi.

Distrutti la Dc, il Psi, i Liberali ed i Repubblicani, con il democratico e pacifico metodo del “tintinnar di manette” e dei suicidi in carcere di dirigenti politici, i comunisti (ex e post) insieme ai residuati bellici della sinistra democristiana e socialista, riuscendo a ribaltare il primo governo Berlusconi in pochi mesi, proseguirono in una Seconda esilerante Repubblica dove, tra un Prodi e tutti gli altri, gli Italiani cominiciarono a domandarsi se Craxi fosse proprio stato il peggiore dei politici in circolazione.

Oggi, maggio 2008, assistiamo fortunatamente alla composizione di un nuovo governo, capitanato per la terza volta dal Silvio nazionale. Ma quanto è duro, ammettiamolo, oggi, vivere in questa po-po di Italia?

Ultima scoperta della settimana? Ultima vessazione del funzionario di partito Visco? Gli assegni bancari. Si pagheranno di più, saranno supercontrollati e getteranno nuovamente il cittadino in una selva oscura di normative ed applicazioni da stato borbonico.

E così, miei cari amici, di giorno in giorno, senza vederne la luce, noi cittadini italiani cerchiamo di vivere e di tirare avanti: tra una pressione fiscale record e nuove leggi bancarie da regime poliziesco, tra un “Basilea 2” che affonda e annega anziché aiutare le nostre imprese (piccole e piccolissime) e un’immigrazione clandestina talmente arrogante e violenta che ci sentiamo stranieri a casa nostra, tra una precarietà lavorativa inquietante che non permette ai nostri giovani di farsi un futuro e una casta geriatrica di professionisti che, in tutti i settori, nonostante i loro profumati 60, 70 e 80 anni, non si sognano minimamente di concedere mezzo passo alle nuove generazioni.

Tiriamo avanti nonostante le scuole di vita non ci siano più, le gavette si siano trasformate in “per sempre”, gli anziani siano sempre meno saggi, la politica sia sempre più stupida e ripetitiva e la vita di noi giovani sempre più incerta ed imprevedibile.

Nonostante tutto, speriamo ancora nel futuro. Non abbiamo alternative.

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mercoledì, 16 aprile 2008

RAZZISMO? CI VUOLE UN BEL CORAGGIO!

(di Vladimiro Poggi)

Ci avevano detto che Veltroni ed il suo Partito Democratico erano la vera novità politica nel panorama politico italiano, incuranti che quello stesso Walter, patinato e finto come una pellicola hardcore degli anni '80, altro non era che la mutazione genetica di quel Pci, Pds, Ds e di quella usurata sinistra democristiana che per anni avevano rappresentato l'ossatura principale e portante del centrosinistra di Prodi,di D'Alema e di Visco.

Ci avevano raccontato che occorreva voltare pagina, rispetto al passato, scegliendo un movimento innovatore e giovane che per slogan aveva il sognante ed evanescente "Si può fare".

Ci avevavo suggerito che non bisognava cedere allo spauracchio dell'immigrazione clandestina e all'ansia di uno Stato impotente di fronte ad interi quartieri in mano a criminali dichiarati e senza permesso di soggiorno.

Ci avevano ammonito che un buon Cristiano non doveva cedere a tentazioni di voto premianti il centrodestra, e la Lega Nord in particolare, perchè in antitesi con i principi di solidarietà e di assitenza ai più deboli.

Ci avevano messo in guardia sui tanti pericoli e sulle molteplici imboscate alla democrazia e alla libertà.

Bene. Risultato?

Ha vinto Berlusconi, ha vinto il Popolo della Libertà, ha vinto la Lega Nord di Bossi. Perchè? Semplice. Berlusconi, il Popolo della Libertà e la Lega Nord di Bossi sono l'unica risposta vera, concreta e possibile ad una situazione economica e sociale che, analizzandola bene e senza pregiudizi di parte, ha rappresentato la peggiore parentesi storica ed umana che la Repubblica Italiana abbia mai vissuto.

Poveri, che non arrivano più alla metà del mese, con figli disoccupati, con nonni alla canna del gas, con il proprio principale costretto a chiudere l'azienda, con il livello di tasse più alto d'Europa, con le strade ostaggio di un popolo clandestino che ha preso l'Italia come isola felice dove compiere, impunito, ogni sorta di crimine, in questo Paese, gli Italiani hanno scelto il loro Governo.

E a coloro che, sfogando goffamente la loro delusione per la sonora sconfitta subita, accusano l'elettorato italiano di aver scelto una coalizione politica razzista e xenofoba, la risposta sta in una sola parola. Anzi, in tre: vergogna, vergogna, vergogna.

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martedì, 15 aprile 2008

LA NASCITA DELLA SECONDA REPUBBLICA

Gli italiani volevano un governo che governi, hanno creduto a Silvio e gli hanno dato quella maggioranza necessaria per fare "rialzare l’Italia”, dopo il malgoverno di Prodi. Il voto  ha un duplice significato politico: finalmente nasce il bipolarismo, merito dei due leader in contesa Berlusconi e Veltroni, secondo si realizza la seconda Repubblica, attesa dal sistema politico già dal 1994 e ora il bipolarismo compiuto con due forze politiche Pdl e Pd.

Grande responsabilità, adesso, attende il Cavaliere: deve riprendere in mano il Paese sull’orlo di una crisi economica che non ha precedenti, attuando alcune promesse elettorali, (aumento pensioni, salari, sicurezza) ma anche senza rinunciari a quei  sacrifici necessari per uscire dal tunnel della crisi. Veltroni da "persona educata", come aveva promesso, ha rivolto gli auguri al Presidente vincitore per il successo conseguito e per l’attività del suo governo.

Il successo della Lega sarà certamente strumentalizzata dai perdenti  che hanno dichiarato, subito dopo avere conosciuto i risultati, che il Pdl sarà condizionato nella sua azione di governo,  dalla Lega,  ma  Bossi ha promesso assoluta fedeltà “all’amico Berlusconi” che mai metterà in difficoltà. Grande soddisfazione nel clan del Pdl, più che legittima in considerazione di una risultato che ha superato ogni ottimistica previsione.
I veri sconfitti, commentando i risultati, a nostro giudizio , sono Casini  e Bertinotti. L’arcobaleno non avrà rappresentanti in parlamento, Casini fallisce con il suo progetto della presunta “forza di centro”, e perde l’unica possibilità che Berlusconi e la storia gli davano quella di partecipare alla costruzione di un nuovo sistema politico. Ha detto che farà opposizione costruttiva; a nostro giudizio gli resta una sola cosa da fare: ritirarsi a vita privata, in coerenza  con quanto aveva invitato a fare in caso di sconfitta a Berlusconi e Veltroni.
(da Cataniaomnia.it del 14/04/2008)
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sabato, 12 aprile 2008
RICOMINCIAMO A REMARE INSIEME!

Punto primo. La vittoria di Berlusconi segnerà la fine di una guerra ad personam in corso da quasi tre lustri. Punto secondo. Veltroni non sa ancora se vuole diventare José Luis Zapatero o Tony Cristiano Blair.
Però, dopo il 14 aprile, dovrà decidere se vuole combattere la buona battaglia di una sinistra moderna o finire nei quartieri ghetto a luci rosso-arcobaleno. Tutto bene? No. è a bocce ferme che, quarto punto, si parrà l’onore dei due contendenti alla premiership: ipotesi “larghe intese”. è il tema più interessante di questa tornata elettorale. In questi mesi lo abbiamo evocato spesso, auspicando un accordo Pd-Pdl sulle (troppe) emergenze del paese.
Vogliamo essere definitivamente chiari. Non pensiamo a una soluzione bipartisan solo nel malaugurato caso che dalle urne uscisse un sostanziale pareggio. Pensiamo che se anche Berlusconi stravincesse (come stravincerà), occorre coinvolgere l’opposizione nel “risanamento” dell’Italia. Perché non crediamo si possano affrontare le questioni ciclopiche (di cui Alitalia è solo un assaggio) che l’Italia deve affrontare, se l’Italia non torna a essere un “paese normale”. Dove non si portano gli oppositori politici in tribunale. Dove non si mettono le persone alla gogna in tv e sui giornali. Dove non si prendono d’assalto i comizi elettorali.
Insomma, un paese finalmente pacificato. Che ricomincia a remare insieme. Che insieme respinge fanatismi giustizialisti, utopie settarie, violenze estremiste. Che insieme torna a sostenere l’umile grande Italia che lavora.

(da Tempi.it del 9 aprile 2008)
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